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DO-IT: First Transnational Partner Meeting a Katerini (Grecia)

DO-IT (Digital Competence for Youth with a Migrant Background), è un progetto KA2 approvato dall’Agenzia Nazionale Belga come strumento di contrasto agli effetti della pandemia Covid-19.

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DO-IT (Digital Competence for Youth with a Migrant Background), è un progetto KA2 approvato dall’Agenzia Nazionale BelgaAEF Europe, the French-speaking Agency for education and training” e co-finanziato dall’Unione Europea, in risposta alla Call
for Proposals straordinaria dell’Agosto 2020 per “Partnerships for Digital Education Readiness”, come strumento di contrasto agli effetti della pandemia Covid-19.

A Settembre 2021 si è svolto il primo Transnational Partner Meeting nella città di Katerini (Grecia).
Il Transnational Meeting è stato ospitato dalla 2nd Vocational High School of Katerini, una scuola che ospita circa 600 studenti di età compresa tra 16 e 19 anni, e 80 insegnanti. La scuola, oltre alla didattica ordinaria, offre attività di apprendimento in quattro settori differenti: informatica, salute e benessere, agricoltura/tecnologia agricola/nutrizione e economia/finanza, per facilitare l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro.

Durante il Transnational Meeting i partner (Ecepaa, AMECE, Associazione Joint e Red Incola) hanno avuto la possibilità di osservare e scoprire le migliori pratiche di integrazione dei giovani migranti/rifugiati, nel mondo dell’educazione, durante la pandemia Covid-19.

La 2nd Vocational High School of Katerini

La 2nd Vocational High School of Katerini è stata oggetto di visita nella prima giornata del Transnational Meeting. Durante la visita, il preside ha mostrato come all’interno degli edifici scolastici siano state dedicate “classi speciali” agli studenti con un background migrante che, grazie al supporto di insegnanti specializzati nel campo, facilitano e incoraggiano il loro inserimento e integrazione nella scuola.

La 2nd Vocational High School of Katerini infatti ha risposto alle esigenze e ai problemi degli studenti immigrati o rifugiati attraverso la messa in opera di buone pratiche atte a supportare il loro processo di apprendimento.Gli studenti immigrati cominciano a frequentare le altre lezioni ordinarie insieme agli studenti greci dopo un anno, durante il quale apprendono anche la lingua, per rendere il processo di integrazione più semplice. La maggior parte degli studenti immigrati presenti nella scuola provengono infatti da Afghanistan, Syria, Iraq e Pakistan.

La scuola fornisce una serie di attività integrate al piano didattico, come:

  • Assistenza infermieristica;
  • Informatica;
  • Cucina;
  • Laboratori artistici.

Durante il lockdown dovuto alla pandemia Covid-19, la scuola ha organizzato le lezioni online appoggiandosi alla piattaforma Cisco Webex Platform. Gli studenti immigrati hanno potuto quindi partecipare, a distanza, sia alle lezioni ordinarie insieme agli altri studenti greci, sia alle “lezioni speciali” a loro dedicate.
Tutti gli studenti hanno avuto accesso a materiale didattico aggiuntivo e hanno avuto la possibilità di prendere un prestito un laptop/tablet per poter seguire le attività scolastiche da casa.

Il Comune di Katerini

Un altro esempio di buone pratiche messe in atto a favore dei giovani immigrati nel settore dell’educazione e dell’apprendimento viene dal Comune di Katerini. Il progetto, finanziato dal Comune stesso, si chiama “Roma inclusion and empowerment”.

Il progetto è ancora in corso e terminerà in Ottobre 2022, con la potenzialità di essere rifinanziato ed essere portato avanti oltre la data di termine. Ha come obiettivo l’integrazione degli immigrati nella comunità locale e si concentra su attività che riguardano:

  • Occupazione;
  • Educazione;
  • Supporto sociale;
  • Salute.

La comunità Rom che beneficia del progetto si trova nel campo “Kato Milia”, non lontano dalla città di Katerini.I rappresentanti del Comune che sono responsabili dell’implementazione del progetto fanno visita al campo quasi ogni giorno, mentre i beneficiari del progetto partecipano a una serie di attività organizzate, come visite alla biblioteca pubblica, attività nel dopo-scuola, e centri estivi per i più giovani.

Il campo per rifugiati Kato Milia

Un altro esempio di integrazione di rifugiati viene dal campo “Kato Milia”, che porta il suo contributo al progetto DO-IT per le buone pratiche messe in atto al fine di affrontare i problemi di apprendimento dei giovani immigrati durante la pandemia Covid-19.
Insieme al supporto di un interprete e degli educatori che lavorano nel campo, i giovani ricevono aiuto nelle attività dopo-scuola e imparano attraverso attività di educazione non-formale.

Questionari e Disseminazione

Durante il Transnational Meeting, i partner hanno lavorato insieme per definire la versione ufficiale dei 5 questionari che verranno distribuiti alle seguenti categorie di soggetti:

  • operatori giovanili;
  • ricercatori;
  • insegnanti;
  • membri di associazioni che si occupano di immigrati;
  • istruttori.

Inoltre, i partner hanno pianificato i prossimi passi per far conoscere il progetto DO-IT a quante più persone possibile potenzialmente interessate ai contenuti della ricerca. Oltre alla creazione della pagina Facebook, hanno definito le linee guida per la disseminazione futura.

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