Cambiamento climatico: intervista a Nicolas, attivista cipriota (parte 1)

Grazie a Greta Thunberg abbiamo assistito alla nascita di nuovi movimenti giovanili ed oggi ho incontrato Nicolas, attivista cipriota che mi ha raccontato il suo punto di vista sul tema del cambiamento climatico.

Negli ultimi mesi è abbastanza facile imbattersi in articoli, programmi televisivi e documentari sul cambiamento climatico.

Nonostante l’interesse riscosso recentemente dalla tematica, il fenomeno del cambiamento climatico non è certamente nuovo; il clima è sempre cambiato, ma studi e ricerche recenti hanno dimostrato che il ritmo al quale il clima sta cambiando ora sta andando fuori controllo e le previsioni per gli anni futuri sono tutt’altro che incoraggianti.

Il tema ha ottenuto una grande attenzione da parte dei media grazie a Greta Thunberg, la 19enne svedese che, stufa del lassismo degli adulti e profondamente preoccupata per i rischi derivanti dal continuare ad ignorare il problema del cambiamento climatico, ha deciso di scioperare e sedersi fuori dal parlamento Parlamento svedese per iniziare una protesta che ha dato il via ad un movimento giovanile globale.

Alcune persone possono lasciare andare le cose, io no” sono le parole della ragazza che stanno ispirando milioni di giovani in tutto il mondo ad alzare la voce e scioperare contro un problema che potrebbe seriamente compromettere il loro futuro e la sopravvivenza del nostro pianeta.

Oggi ho deciso di incontrare Nicolas Berry, un attivista cipriota che ho conosciuto qualche anno fa durante il mio periodo di Servizio Volontario Europeo a Cipro.

Nicolas, nel 2019, ha deciso che i tempi erano maturi per seguire l’esempio di Greta e ha fondato Youth for Climate Cyprus, che lui definisce nel modo seguente: “siamo giovani con l’unica intenzione di alzare la voce contro il cambiamento climatico e aumentare la consapevolezza sulle questioni ambientali; non abbiamo tempo per pensare alla burocrazia e ai tecnicismi per fondare un’organizzazione, vogliamo solo agire, perché ci interessa!”.

Ho deciso di intervistare Nicolas per inquadrare un po’ meglio la questione climatica, per capire perchè Cipro è un cosiddetto hot spot e per scoprire quali sono le azioni che possiamo intraprendere per aumentare la nostra consapevolezza e diventare più responsabili nei confronti dell’ambiente.

Luca: Ciao Nicolas e benvenuto. Puoi spiegarmi in poche parole cos’è il cambiamento climatico e quali sono le ragioni che dovrebbero metterci in allerta?

Nicolas: Il clima è sempre cambiato, ma il ritmo con cui sta cambiando ora è allarmante. Le persone sono responsabili di questo
ed è arrivato il momento di agire. Gli esseri umani sono sempre meno connessi con la natura e non la apprezzano; siamo cresciuti in città fatte di mattoni, diamo la natura per scontata e alla fine non ce ne preoccupiamo. È molto triste, ma questo è il mio punto di vista. A Cipro non c’è educazione, specialmente nella scuola pubblica. Sono preoccupato perché personalmente mi interessa molto l’ambiente e la natura; se ci pensiamo bene, si tratta dell’aria che respiriamo e dell’acqua che beviamo, tutti dovremmo averne cura. A Cipro l’anno scorso l’aria era molto inquinata, le cose stanno accadendo qui, sotto gli occhi di tutti. 

L: Cosa possiamo fare nella nostra vita quotidiana per evitare che il cambiamento climatico peggiori? Ci sono grafici che mostrano che a Cipro la temperatura potrebbe aumentare, diciamo, in maniera incontrollato… cosa possiamo fare?

N: Spesso pensiamo che sia giusto demandare la gestione della questione climatica solo al governo; io penso che tutti noi abbiamo bisogno di cambiare il nostro stile di vita per essere sostenibili e ridurre la nostra impronta ecologica. Possiamo ridurre i nostri rifiuti in generale; non abbiamo bisogno di comprare nuovi vestiti ogni mese; possiamo usare gli autobus, biciclette… ma abbiamo bisogno del supporto del governo per questo, soprattutto a Cipro, Paese nel quale l’utilizzo delle biciclette non è molto sicuro a Cipro e il servizio di autobus non è così efficiente;  le persone sono spinte a comparare ed utilizzare sempre di più le automobili purtroppo (in media una famiglia cipriota possiede 2/3 auto). Potrebbe essere utile se decidessimo anche di ridurre il consumo di carne e di usare meno il servizio di consegna del cibo.

L: Pensi che la terapia d’urto sia un buon modo per sensibilizzare la gente sul cambiamento climatico?

N: Sì, penso di sì. Abbiamo visto nella storia che la gente reagisce a qualcosa quando succede qualcosa di grande. I media dovrebbero affrontare di più il tema del cambiamento climatico, perché a Cipro la gente sa che esiste questo fenomeno, ma non se ne preoccupa. La gente ha bisogno di essere scioccata! E Cipro ha bisogno di promuovere il pensiero critico nelle scuole; il nostro sistema educativo crea persone con conoscenza ma senza una reale capacità di capire ciò che accade intorno a loro.

L: Cosa ti ha fatto diventare un’attivista?

N: Sicuramente sono stata ispirato da Greta Thunberg, ma nella mia formazione, al liceo, ho scelto un corso di geografia che mi ha dato un sacco di informazioni sull’ambiente. Quando hai un’educazione che ti consente di capire cosa succede intorno a te da diversi punti di vista, le cose diventano più chiare e riesci a sviluppare il giusto pensiero critico. Inoltre, nella mia vita ho avuto dei role model molto significativi intorno a me, (per esempio i miei insegnanti); sono anche uno scout. Mi ritengo fortunato per aver potuto frequentare una scuola privata in cui ho avuto la possibilità di scegliere corsi che mi hanno insegnato molto sulle questioni ambientale; la mia educazione ha giocato un ruolo cruciale nella definizione della persona che sono ora; se avessi frequentato una scuola pubblica, in cui di solito non puoi scegliere materie come la geografia, io non sarei qui oggi. Greta, infine, non è stata la persona che mi ha insegnato cosa sia il cambiamento climatico, piuttosto è la persona che mi ha fatto capire quanto sia importante protestare e  alzare la voce per ciò che ti sta a cuore.

L: Pensi che la gente non stia mostrando un tale interesse per il cambiamento climatico cambiamento climatico perché i rischi reali sono percepiti lontani nel tempo?

N: Ci sono prove a Cipro che conseguenze del cambiamento climatico sono reali già ora. Il mese scorso abbiamo avuto tre temperature temperature record (41°C, 41,5°C, 42,7°C); 100 giorni dei 365 dell’anno scorso hanno avuto aria inquinata. La gente qui è ignorante e poiché non c’è un’educazione adeguata, anche da parte dei media, la gente sembra non essere preoccupata. Alcune persone sono convinte che ci sia una cospirazione e che i dati che mostrano le previsioni delle temperature a Cipro hanno il solo scopo di far spaventare la gente. I media dovrebbero fare qualcosa come quello che avviene nel Regno Unito, dove CNN e BBC forniscono alla persone informazioni importanti sulle tematiche ambientali. La gente non capisce che tutti dovrebbero essere ambientalisti; stiamo parlando del nostro pianeta… come si può pensare che il cambiamento climatico sia solo un problema che deve essere affrontato dal partito verde di turno? Tutti vogliamo aria fresca e acqua pulita….e mi piace sempre provocare i nostri politici dicendo: provate a contare i vostri soldi trattenendo il respiro e poi vediamo per quanto tempo potete sopravvivere!

L: Più parliamo, più è chiaro che la mancanza di educazione (da parte della scuola e dei media) sta gioca un ruolo enorme nel tenere la persone lontane dalla comprensione dei rischi del cambiamento climatico… conosci qualche azione intrapresa a Cipro dal sistema educativo per affrontare questo problema?

N: Ci sono iniziative sull’ambiente a Cipro; ci sono per esempio ONG come Cymepa, Akti, Friends of Earth che vanno nelle scuole di Cipro e parlano di ambiente e cercano di trasmettere l’importanza di essere più green e del rispetto per il pianeta. Il governo ha anche dichiarato che in ogni scuola ci dovrebbe essere un insegnante responsabile delle questioni dell’ambiente. Purtroppo non è sufficiente perché spetta agli educatori la decisione su cosa insegnare, non esistono curriculum ad hoc e, quindi, se gli educatori non sono preparati, di conseguenza, anche l’educazione dei bambini e ragazzi è scarsa. Anche le ONG che ho menzionato sono coinvolte una volta all’anno in campagne volte a promuovere l’educazione ambientale… ma non è sufficiente! Viviamo nell’era dell’informazione ed è assurdo pensare che alcuni non hanno ancora accesso alle informazioni necessarie per formarsi un’opinione sul tema del cambiamento climatico; se usato correttamente internet può essere uno strumento importante. L’ignoranza è una scelta nel 2020!

…ci vediamo la prossima settimana con il prosieguo dell’intervista a Nicolas.

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